Arianna Ellero: artista informale per la mostra “Morârs” a Basiliano (Udine)

Arianna Ellero è un’artista originaria di Palmanova, dove tuttora lavora presso il proprio studio, a seguito di esperienze lavorative compiute in Germania e Svizzera. Ispirata dalla natura e dai suoi elementi, Arianna crea dipinti informali nati sia nel suo atelier, sia in performance pubbliche. Dal 2009 espone in molte mostre personali e collettive, non solo in Italia, ma anche in Germania, Svizzera e Spagna. Per comprendere meglio la sua arte, l’abbiamo intervistata in occasione della mostra “Morârs”, in programma dal 1° dicembre presso la sala consigliare di Basiliano, in provincia di Udine.

Arianna Ellero, Le Vie del Gelso, pigmenti, terre, caffè e sabbie su tela, tecnica mista, 71x79 cm, 2018
Arianna Ellero, Le Vie del Gelso, pigmenti, terre, caffè e sabbie su tela, tecnica mista, 71×79 cm, 2018

Sappiamo che la natura costantemente ti insegna a esprimere ciò che esiste al di là della forma. Infatti la tua arte, così come la natura, è priva di un’unica forma specifica e nasce proprio dall’energia e dalla forza metamorfica che gli elementi (acqua, terra, fuoco e aria) infondono in te. Qual è il tuo rapporto concreto e quotidiano con la natura? Ritieni che vivere a contatto con il paesaggio friulano abbia formato la tua identità e cultura? Pensi abbia ispirato anche la tua produzione artistica, fatta esclusivamente di pigmenti e materiali naturali (cere, resine, olii, spezie, pietre, sabbie, terre e fiori)?

Quando ho bisogno di ricaricarmi, di trarre spunto, di trovare una specie di silenzio meditativo, vado in natura. Sicuramente, essendo nata e cresciuta in Friuli, sia la cultura sia il paesaggio mi hanno influenzato: fanno parte di me, delle mie radici. Quando vivevo a Berlino avevo molte attrazioni, scambi artistici e stimoli, ma mi mancava il mare e la terra. E’ per questo che dopo un po’ ho sentito la necessità di tornare a ‘casa’. Il Friuli è una terra ricca di sfumature. I suoi paesaggi sono molto vari e le terre ed i materiali naturali, che si possono trovare entrando in vero contatto con la Natura, sono moltissimi.

Abbozzo blu, Arianna Ellero, artista informale friulana
Abbozzo blu, Arianna Ellero, artista informale friulana

Per la mostra “Morârs” hai dato vita, su una tela fatta di lino, a un gelso, albero che da secoli è fondamento economico e estetico del paesaggio friulano. A cosa è dovuto il titolo “Le vie del gelso”, che hai attribuito all’opera? E’ stato il legame che il gelso ha con la terra ad averti ispirato? E’ un’opera nata a partire dalla memoria generale che hai dei gelsi friulani o dalla visione di uno in particolare? E ancora: è possibile definire informale questo dipinto, in quanto hai sentito l’esigenza di sperimentare materiali extra-pittorici quali terre, caffè, sabbie e pigmenti di colore ricavati dalla natura?

Il Gelso, che ha preso vita con questo quadro, simboleggia diverse vie: la connessione non solo con la terra, ma anche con il cielo, i flussi. Gli alberi raggiungono per me entrambe le connessioni: le radici con la terra e i rami con il cielo. E in più le vie del gelso vanno intese anche come i due aspetti, terreni e storici, che un tempo caratterizzavano la via della Seta. Reputo la nostra regione una terra ricca di questi alberi, infatti non mi riferisco ad uno in particolare: esso è il simbolo di molti posti e di molte vie.
Non ritengo un’opera informale, come questa, qualcosa senza forma. Ritengo, invece, che in una stessa opera coesistano sempre la forma e l’informe. L’opera infatti rappresenta sempre un punto di vista diverso, una chiave di lettura, un’interpretazione della forma.

NETTUNO, Arazzo frameless, pigmenti, sabbia argillosa, cera e resina su juta, cm 150 x 200, 2016 Arianna Ellero
NETTUNO, Arazzo frameless, pigmenti, sabbia argillosa, cera e resina su juta, cm 150 x 200, 2016 Arianna Ellero

Ritieni utile una mostra come “Morârs” per rendere cosciente la comunità dell’importanza della tutela del paesaggio friulano, nonché per trasmettere ancora di più la forza della natura che si vede nella tua arte?

Sì, spero che la mostra “Morârs” sia utile a trasmettere all’osservatore l’importanza della Natura e della tutela del nostro paesaggio, prezioso per la vita umana. Infatti la mia arte vuole comunicare proprio la forza della terra, del cielo e degli elementi che si congiungono anche con l’uomo.
Inoltre spero che i quadri di noi artisti possano trasmettere emozione e quell’amore di cui sia noi, sia la terra abbiamo bisogno. Per questo sono felice di aver avuto la possibilità di dare il mio contributo a questa mostra e vi ringrazio. La nostra terra è bellissima e i gelsi sono alberi importanti, icona del nostro paesaggio.

UN QUADRO DI UN QUADRO, Arianna Ellero, artista informale friulana, foto di Eleonora Oleotto
UN QUADRO DI UN QUADRO, Arianna Ellero, artista informale friulana, foto di Eleonora Oleotto

Dopo il periodo trascorso in Germania, dal 2011 al 2014, hai iniziato a studiare anche la relazione tra pittura e musica. Infatti, alcune delle opere che realizzi, nascono durante performance di pittura d’azione (action painting) davanti a un pubblico, in collaborazione con musicisti. Questa modalità di realizzazione porta sempre con sé un margine di sorpresa, nonostante sia comunque frutto di un lungo progetto meditativo? La musica quanto guida la gestualità e il movimento espressivo del tuo corpo, con cui stendi il colore sulla tela secondo diverse direttrici con la mano, il pennello e la spugna?

Ogni suono può avere un colore, una forma. E da questa convinzione deriva il mio studio sulle frequenze e sul suono del colore. Tutto per me è connessione con i diversi elementi. E’ stato un musicista in particolare a farmi avvicinare a Kandinskij e al suo libro “Lo spirituale nell’ Arte”, facendomi vedere il colore nella musica. Il mio rapporto con la pittura d’ azione invece è nato prima del mio viaggio a Berlino, ma solo dopo qualche anno dal mio ritorno in Friuli ha preso nuovamente sviluppo: proprio qui, infatti, ho ripreso con altri musicisti ad approcciarmi a questa ‘sperimentazione’. Il progetto si svolge in due fasi. La prima è la preparazione, lo studio dei materiali, l’ambientazione, l’interpretazione e la condivisione con le altre voci (musicisti). La seconda invece è l’improvvisazione e la libera interpretazione che avviene lavorando insieme a musicisti, che a loro volta improvvisano. Quindi il lavoro oscilla tra un margine di studio ed uno di sorpresa. Tutto ciò è molto divertente ed appagante. Richiede semplicemente che ognuno abbia la comprensione e la padronanza del proprio ‘strumento’. La musica per me diventa un viaggio, un’esperienza, un flusso sul quale creare e di cui diventare parte. Il mio corpo ed il mio essere diventano un tutt’uno con l’opera (la performance) e con la tela.

Action 2016, Arianna Ellero, artista informale friulana
Action 2016, Arianna Ellero, artista informale friulana durante una performance

A partire dal 2017 hai dato inizio a una nuova ricerca artistica personale sia sulle nuvole, sia sulla luce e quindi anche sui pieni e i vuoti. Perché uno studio proprio sulle nuvole e la luce? Inoltre, la scelta di far sì che questi tuoi recenti dipinti diventassero ispirazione per stole e abiti ideati dalla stilista Manuela Peressutti, realizzati a mano ed esposti nel 2017 presso l’Atelier Nuela di Vienna, è dovuta al fatto di essere cresciuta in una famiglia di sarti di tradizione a Palmanova?

Sono molto legata al cielo e ai suoi movimenti, così come alla luce. Osservando le mie pitture forse si può notare che è sempre stata una ricerca presente in me, ma che cambia di anno in anno, perché è giusto andare incontro a un’evoluzione. Prima ho realizzato i cieli, i paesaggi, sempre dovuti alla mia visione personale. Dal 2017 invece sono nate le nuvole, che sono mie visioni informali, dei messaggi, fonti di energia. Sono qualcosa che di solito scende dal cielo e qualcosa che solo a volte sale. Solo ne ‘Il Fuoco incontra l’Aria’ si può vedere l’energia di un ‘Nuvola’ che vuole salire, ma che è sempre a contatto con l’Aria, un abbozzo impalpabile azzurro.
La mia pittura ha spesso proposto questo, come si può notare dall’energia del colore che sale o che scende. Il colore è messaggio e, in quanto tale, viaggia, sale, si cala, ha una sua frequenza. Il Vuoto poi  è un’ altra ricerca, un’ altra necessità.
Sono cresciuta fra tessuti, stilisti, sarti, la moda: mia madre era una poetessa nel suo lavoro e una grande maestra. Il desiderio, che avevo da sempre, di creare un abito e delle sete realizzate con i miei dipinti, i miei colori e le mie sfumature è diventato realtà quando ho incontrato Manuela Peressutti, la quale ha dato vita con il suo stile a queste opere.

SKY IS CRYING BLUE , Study of Clouds 2017, Pigments, gold and sands, mixed media on canvas, cm 107 x 107, 2017, Private Collection, Stuttgart
SKY IS CRYING BLUE , Study of Clouds 2017, Pigments, gold and sands, mixed media on canvas, cm 107 x 107, 2017, Private Collection, Stuttgart

Tra le tante esposizioni a cui Arianna Ellero ha preso parte, ricordiamo Il cielo in atelier: una mostra personale di dipinti e tessuti d’autore, tenutasi a Vienna nel 2017 presso l’Atelier Nuela, a cura di A. Ellero e della stilista M. Peressutti, presentata da S.E Giorgio Marrapodi (Ambasciata Italiana Vienna) e avente il fine di incentivare lo scambio e le sinergie fra il territorio friulano e austriaco. Per ultima la mostra “Morârs”, in programma dal 1° dicembre al 28 febbraio 2019 presso la sala consigliare di Basiliano, in provincia di Udine.

 FIRE MEETS AIR, Study of Clouds 2017, Pigments, sands, coffe, mixed media on canvas, cm 110 x 110, 2017, Private Collection, Wien
FIRE MEETS AIR, Study of Clouds 2017, Pigments, sands, coffe, mixed media on canvas, cm 110 x 110, 2017, Private Collection, Wien

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