Elisa Collovati: pittrice friulana per la mostra “Morârs” a Basiliano (Udine)

Elisa Collovati è una pittrice friulana autodidatta, che ha fatto del suo amore per il paesaggio il soggetto principale dei suoi dipinti. In particolare il gelso, assieme all’acqua delle risorgive, è l’elemento predominante. L’abbiamo intervistata in occasione della mostra “Morârs”, in programma dal primo dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 presso la sala consiliare in P.zza del Municipio a Basiliano, in provincia di Udine.

Foce del Cormor, dipinta da Elisa Collovati, pittrice friulana
Foce del Cormor, dipinta da Elisa Collovati, pittrice friulana

Fin da piccola nutri un legame con il territorio friulano in cui sei nata, in particolare con il paesaggio del tuo comune di residenza, Rivignano Teor. Quali sono i tuoi primi ricordi felici legati al vivere a contatto con la natura? Secondo te il paesaggio ha sempre una portata culturale, reca sempre con sé l’identità di chi lo vive, di chi lo abita?

Ho avuto la fortuna di trascorrere i primi anni della mia vita in un contesto molto rurale. La mia casa confinava con le campagne che si perdevano a vista d’occhio. I miei vicini, nei loro grandi cortili, praticavano ancora i mestieri antichi, coltivavano la terra, allevavano gli animali. Non era raro imbattersi nella nascita di un vitellino, nè salire sul trattore nei momenti della semina e del raccolto! Erano gli anni in cui il passato contadino riusciva ancora a convivere con la modernità e gli abitanti erano ancora legati a quelle tradizioni che avrebbero voluto tramandare ai figli. La “purcitade”, la stalla con le mucche, le passeggiate nei campi dopo scuola a saltare i fossi, l’esplorazione dei casali abbandonati sparsi nella campagna. E poi le stagioni con le loro caratteristiche così marcate, i racconti dei nonni, i cesti di vimini fatti a mano: tutti ricordi indelebili di un’infanzia felice, che mi fanno sentire tuttora parte integrante di questa terra.

Dipinto ad olio di Elisa Collovati, pittrice friulana
Dipinto ad olio di Elisa Collovati, pittrice friulana

Sì, penso che il paesaggio abbia una portata culturale e rechi con sé l’identità di chi lo vive. Infatti la mano dell’uomo da sempre identifica gli abitanti di un determinato territorio, il cui aspetto si fonde con i suoi abitanti, che portano con sé la memoria storica di quel luogo.

La tua pittura è descrittiva, tende a imitare il reale. In che momento della tua vita hai sentito il bisogno di raffigurare il paesaggio? Hai iniziato per puro piacere e passione, oppure con la tua arte vuoi comunicare anche altro?

Fin da piccola ho sentito la necessità di raffigurare ciò che del paesaggio mi colpiva. Ero attratta dalla bellezza della natura, percepivo la memoria storica dei luoghi e sentivo il bisogno di farli miei, come se ritraendoli riuscissi a impossessarmi di loro. Sento l’esigenza di trasmettere la bellezza dei luoghi, ma non solo. Con la mia arte tento proprio di far sì che l’osservatore si fermi un attimo a rivivere quello squarcio di campagna vissuto da bambino, a respirare le stagioni a pieni polmoni, a solcare quel fiume con una barca immaginaria e a camminare su quella antica strada sterrata. Per non dimenticare. Presi dalla frenesia dei tempi moderni infatti, tiriamo sempre dritti e, così facendo, tutto questo rischia di diventare solo un ricordo sfocato.

Paesaggio friulano, olio su tela, Elisa Collovati, pittrice friulana
Paesaggio friulano, olio su tela, Elisa Collovati, pittrice friulana

Pensi che la tua pittura possa essere anche testimonianza della conformazione del paesaggio friulano, che rischia al giorno d’oggi di cambiare aspetto a causa di riordini fondiari e della speculazione edilizia? Ritieni che il paesaggio sia tutelato a dovere? Pensi che i cittadini ne abbiano sufficiente cura?

Sì, ogni epoca purtroppo porta con sé trasformazioni che inevitabilmente coinvolgono anche l’assetto paesaggistico e indubbiamente anche il territorio friulano ha subito dei cambiamenti. Eppure noi friulani siamo ancora legati alla tradizione rurale e contadina e ciò permette al nostro patrimonio naturalistico di essere in gran parte tutelato e conservato da parte delle istituzioni e da alcuni cittadini.

Paesaggio friulano, olio su tela di Elisa Collovati, pittrice friulana
Paesaggio friulano, olio su tela di Elisa Collovati, pittrice friulana

Hai iniziato a disegnare con la china borghi antichi, campagne, filari di gelsi. Dal 2011 invece usi i colori ad olio, come si nota nei tre dipinti che esponi per la mostra “Morârs”. A cosa è dovuta la scelta di cambiare tecnica?

La china è una tecnica che mi ha affascinata fin da piccola, per la sua caratteristica di dare ai dipinti un sapore antico, di richiamare vecchie stampe ingiallite dal tempo. Lo stesso uso di questo inchiostro risale all’antichità. Inoltre è una tecnica molto versatile e di grande effetto: permette di spaziare nel tratto, acquerellandolo, creando sfumature. Tuttavia, col tempo ho sentito l’esigenza di accostarmi al colore e in particolare al colore ad olio. Solo con esso infatti si possono ottenere quelle particolari e uniche sfumature, colpi di luce e tinte che caratterizzano il paesaggio reale. E allo stesso tempo, al pari della china, è un materiale antico, usato in passato da grandi pittori e il cui uso fondamentale è sopravvissuto fino ai nostri giorni. Dipingere ad olio significa quindi anche portare avanti la grande tradizione pittorica italiana per donarla ai posteri.

Gelso sotto la neve nel paesaggio friulano, dipinto ad olio di Elisa Collovati, pittrice friulana
Gelso sotto la neve nel paesaggio friulano, dipinto ad olio di Elisa Collovati, pittrice friulana

Carlo Carrà diceva: “La pittura può definirsi un abbraccio amoroso dell’uomo e della natura”. Nel tuo dipinto esposto raffigurante un grosso gelso sotto la neve, si nota proprio questa fusione tra vita animale e vita naturale. Ci descriveresti il momento di realizzazione di questo dipinto e l’esperienza nel paesaggio che si cela dietro esso?

Un giorno di gennaio di due anni fa, in seguito ad una nevicata, mi recai nelle campagne di Mortegliano a fare una passeggiata. Notai questo tronco di gelso che, nella nicchia naturale creata dal gioco del nodo del legno, sembrava formare due teste di animali che si scaldavano tra loro, con i loro respiri, per proteggersi dal freddo. Il legno è da sempre simbolo di riparo e fonte di calore per ogni essere vivente. E in quell’istante portava con sé questo suo più antico e vero significato, che sentii subito il bisogno di riportare sulla tela.

Un filare di gelsi nel paesaggio friulano, dipinto ad olio di Elisa Collovati, pittrice friulana
Un filare di gelsi nel paesaggio friulano, dipinto ad olio di Elisa Collovati, pittrice friulana

Quanta importanza hanno, secondo te, i gelsi nel connotare il paesaggio friulano?

Il gelso, legato da sempre alla civiltà contadina, caratterizza tutto l’assetto e la conformazione del paesaggio friulano. Nonostante il suo uso sia venuto a mancare dopo la fine della coltivazione del baco da seta, rimane comunque un simbolo della nostra terra. E in quanto tale, viene protetto: la sua disposizione a filari denota ancora la mano dell’uomo sulla campagna. Mi resi conto di questo soprattutto quando un giorno stavo passeggiando per la campagna, cercando un gelso isolato dal suo filare, forte della sua unicità, per farne un dipinto su commissione. Più cercavo, più mi rendevo conto che ogni gelso, preso singolarmente, isolato dal suo filare, perdeva la potenza della sua bellezza e del suo significato. Il gelso è un albero “sociale”: dà il massimo dell’espressione quando è in gruppo. Ed essendo così legato alla vita e al sostentamento, rappresenta anche il modo di essere e di vivere dell’uomo, il bisogno di trovare la forza nel gruppo, per esempio nelle casette di paese una accanto all’altra. Un uomo solo non è nessuno e così vale anche per i gelsi.

Paesaggio friulano, olio su tela di Elisa Collovati, pittrice friulana
Paesaggio friulano, olio su tela di Elisa Collovati, pittrice friulana

Elisa ha partecipato a numerose mostre personali e collettive. Ricordiamo tra tutte la rassegna “Municipium” presso il Palapineta a Lignano Sabbiadoro nel 2016 e la Rassegna d’Arte Contemporanea “Arte Venezia” presso la Scuola Grande San Teodoro organizzata dal centro d’arte e cultura Verum.
Tre dei suoi dipinti saranno inoltre visibili in occasione della mostra “Morârs”, in programma dal primo dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 presso la sala consiliare in P.zza del Municipio a Basiliano, in provincia di Udine.

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