“Il pittore dei gelsi” Angelo Popesso per la mostra “Morârs” a Basiliano (Udine)

In occasione della mostra “Morârs”, in programma da sabato 1° dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 presso la sala consigliare di Basiliano, in provincia di Udine, abbiamo l’onore di esporre due dipinti di Angelo Popesso (Marano Lagunare, 1934 – Udine, 1993).

Gelsi friulani dipinti da Angelo Popesso, il cosiddetto "pittore dei gelsi"
Gelsi friulani dipinti da Angelo Popesso, il cosiddetto “pittore dei gelsi”

Biografia e carriera artistica

Angelo Popesso, dopo la scuola dell’obbligo, diventò corniciaio in giovane età nella bottega Vezzil di Udine, dove apprese il mestiere che avrebbe successivamente esercitato in via Aquileia, presso il negozio “L’amico del pittore”, tuttora gestito da suo figlio Dario. Fu quindi tale mestiere di corniciaio, esercitato per il “pane quotidiano”, a fargli scoprire la sua vocazione artistica. La pittura, infatti, fin dall’adolescenza avrebbe assorbito tutto il suo tempo libero e lo avrebbe avvicinato a molti artisti e collezionisti del Friuli.

“Il dipingere, per lui, sembrava un accessorio all’attività professionale [di corniciaio] svolta con gusto e amore, ed era invece la sua confessione.”

[Licio Damiani]

Il pittore Angelo Popesso nella sua bottega di corniciaio in via Aquileia a Udine
Il pittore Angelo Popesso, concentrato ed operoso, nella sua bottega di corniciaio in via Aquileia a Udine

Iniziò infatti a dipingere all’età di 17 anni e dieci anni dopo, nel 1961, espose per la prima volta a Udine il dipinto ad olio dal titolo “Chierici”, alla prima mostra collettiva del Centro Friulano di Arti Plastiche a Palazzo Caiselli. Seguirono poi numerose personali e collettive in Friuli, Veneto, Lombardia, nonché in Venezuela, a Caracas, in occasione delle quali vinse numerosi premi.

Il pittore Angelo Popesso, ritratto in una foto durante l'operazione artistica
Il pittore Angelo Popesso, ritratto in una foto durante l’operazione artistica

Lo stile e le tecniche artistiche di Angelo Popesso

“Molte le tecniche pittoriche dei suoi quadri, a testimonianza della sua abilità e della curiosità della sua ricerca: olio e tecniche miste su tela e su tavola, disegni, chine

[Gianfranco Ellero]

Angelo Popesso, Danza di gelsi a sera n. 1, tecnica mista su tavola, cm 29 x 39, 1985
Angelo Popesso, Danza di gelsi a sera n. 1, tecnica mista su tavola, cm 29 x 39, 1985

“La pittura di Popesso si inquadra, pur tenendo conto dei suggerimenti dell’arte contemporanea, nella particolare tradizione veneta, fatta di colore e di suggestioni e affidata in gran parte alla interpretazione della natura (…). Ha quasi abolito l’uso del pennello per servirsi, con felice intuito pittorico, del rullo, più efficace nel dare continuità ed organicità alle superfici. Gli effetti che si ottengono sono preziosi con incrinature e variegature che sanno d’antico. Il colore è tenuto su toni pacati e scuri anche se di tanto in tanto sembra che non le costruzioni, ma i prati smaltati di verde emergano dal groviglio di pietraie”

[V. Magno]

Angelo Popesso, Danza nella neve, tecnica mista su tavola, cm 60 x 80, 1973
Angelo Popesso, Danza nella neve, tecnica mista su tavola, cm 60 x 80, 1973

“Che cosa trasse il nostro pittore dall’esperienza neorealista? Innanzitutto l’amore per la terra e il Friuli rurale, cioè per il nostro paesaggio antropizzato, e ancora l’uso del nero per il cloisonné, cioè per la definizione delle figure con una linea nera, talvolta spessa, e l’uso vigoroso del colore (…)”

[Gianfranco Ellero]

Angelo Popesso, Viti e gelsi, tecnica mista su tavola, cm 101 x 100, anni Ottanta
Angelo Popesso, Viti e gelsi, tecnica mista su tavola, cm 101 x 100, anni Ottanta

La poetica neorealista: il paesaggio e i gelsi

“Io sono conosciuto per le case vecchie, diciamo così, e per i gelsi. A me il gelso […] sembra il carattere del friulano, duro sulla terra, nodoso, che se lo sai trattare ti dà le buone more d’estate. Una volta dava lavoro al contadino e alle filande. D’inverno è pittoricamente più bello di sempre, perché tutto il corpo suo, con i rami secchi, quanta forza ti comunica! Quanta forza ha quell’albero lì! E quanto tempo dura! Quindi non è un albero che si piega tanto facilmente alle intemperie o ai cambiamenti. Quello lì per me è il carattere del friulano, duro e attaccato alla sua terra”

[Angelo Popesso, Intervista a Telealtobut, Arta Terme, estate 1993]

Angelo Popesso, dipinto con gelsi e case rustiche
Angelo Popesso, dipinto con gelsi e case rustiche

“Pittore sanguigno, istintivo e autodidatta (…) Domandiamoci (…) quando e perché Popesso divenne il “pittore dei gelsi” (…). Posso affermare che i primi gelsi apparvero nella sua bottega di corniciaio in via Aquileia nei primi anni Settanta, quando il problema ecologico si impose all’attenzione dell’opinione pubblica italiana. Popesso fece del gelso il simbolo della civiltà contadina del Friuli, sviluppatasi in un habitat ritenuto ecologicamente sano, e il protagonista di una specie di manifesto ecologico in più “quadri” o episodi (…) accompagnati da angosciate didascalie (“Dove andranno?, ad esempio), in un’anonima no man’s land. [Nella mostra alla Galleria La Loggia del 1974, che] segna ufficialmente l’inizio del suo lungo colloquio con i “morârs” del Friuli (…) Popesso ci presenta gelsi che, all’interno di un nero contorno, appaiono svuotati, malati e, in un paio di esiti, parzialmente coperti dai cartelloni pubblicitari della civiltà industriale (…)

[Giuseppe Bergamini]

Angelo Popesso, Gelsi con cartelloni pubblicitari, 1973
Angelo Popesso, Gelsi coperti da cartelloni pubblicitari

“Pittore leale e solare, immune dall’arrogante narcisismo di molti suoi colleghi, ben radicato nel neorealismo ma in continua e coerente evoluzione

[Gianfranco Ellero]

“Ciò che per altri era lotta di riscatto sociale, per lui era affermazione del principio che vuole ogni uomo libero di operare le proprie scelte e fu per questa esigenza di libertà che Popesso condivise (…) lo spirito di quel neorealismo (…). Ma la sua adesione non ha mai conosciuto la tensione (…). Non a caso, il soggetto preferito da Popesso non è stato l’operaio ed il suo ambiente di lavoro, ma il paesaggio. Quello domestico anzitutto (…): un domestico realismo (…).
Gli anni successivi alla fase neorealista sempre lo vedono intrattenere intensi e proficui rapporti con Mario Baldan, veneziano di nascita e di finezza cromatica, per orientarsi poi verso composizioni in cui confluiscono, coniugandosi, esperienze di vita ed immagini ambientali, quali ampi paesaggi segnati da filari di gelsi (…). La sua immaginazione è stimolata dalla natura, perché in essa vede echeggiata la vicenda umana (…) [attraverso] una serena accettazione della quotidianità dell’esistenza

[Luciano Peressinotto]

Angelo Popesso, paesaggio del nord, 1980
Angelo Popesso, paesaggio del nord, 1980

Vecchie case, manieri diroccati, muri segnati, scrostati, sgretolati dal tempo, campagne spoglie e inaridite, percorse dai pugni scuri dei gelsi, erano i soggetti più frequenti”

 [Licio Damiani]

“Al linguaggio neorealista applicato al nostro paesaggio Popesso rimase fedele fino alla fine dei suoi giorni, senza lasciarsi tentare da modi e stili non consonanti o adatti alla sua sensibilità”.

                                                                                              [Gianfranco Ellero]

Angelo Popesso, Danza di gelsi con ultima neve, tecnica mista su tavola, cm 50 x 70, 1981
Angelo Popesso, Danza di gelsi con ultima neve, tecnica mista su tavola, cm 50 x 70, 1981

Bibliografia e sitografia: 

  • https://www.amicodelpittore.it/
  • Angelo Popesso. Ritorno al Girasole. Catalogo della mostra, Galleria del Girasole, Udine, 4-28 febbraio 2001. Udine: Arti Grafiche Friulane, 2001
  • Angelo Popesso. Morars: i gelsi del Friuli. Catalogo della mostra, Galleria del Girasole, Udine, 10-24 marzo 2002. Udine: Arti Grafiche Friulane, 2002
  • Angelo Popesso pittore. Catalogo della mostra, Chiesa di S. Antonio Abate, Udine, 13 febbraio-29 marzo 2015. A cura di Alvise Rampini; saggi di Giuseppe Bergamini, Gianfranco Ellero, Alvise Rampini. Tolmezzo: Tipografia Moro, 2015
Angelo Popesso, manichini, 1957, particolare
Angelo Popesso, manichini, 1957, particolare

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