Luigina Iacuzzi: artista friulana per la mostra Morârs a Basiliano (Udine)

Per Luigina Iacuzzi l’arte non è solo passione, ma è anche un percorso di studi, insegnamento e professione. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia, specializzandosi in Arti Visive. E’ stata allieva di Albino Lucatello, Corrado Albicocco, Riccardo Toffoletti e del Maestro Giuseppe Serra, con il quale ha approfondito la conoscenza della scuola “Macchiaiola”. Si è ulteriormente specializzata nell’insegnamento della tecnica artistica ad allievi diversamente abili, presso l’Università di Udine. E’ stata professoressa per 26 anni, presso il Liceo Artistico Galvani di Cordenons (Pn) e il Liceo Artistico Sello di Udine, e tuttora insegna. Dal 1996 fino ad oggi, le sue opere sono state esposte senza sosta in numerose mostre personali e collettive. L’abbiamo intervistata in occasione della mostra “Morârs”, in programma dal primo dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 presso la sala consiliare in P.zza del Municipio a Basiliano, in provincia di Udine.

Luigina Iacuzzi, morâr di rose, opera grafica
Luigina Iacuzzi, “Morâr di cjase”, opera grafica

Per la mostra “Morârs” espone tre dipinti raffiguranti i gelsi che connotano il paesaggio friulano. Sappiamo che questa è una realtà che le appartiene da sempre. Quali sono i suoi ricordi più vividi legati a questi alberi?

Ho ricordi lucidi e vividi fin da bambina, quando i miei genitori crescevano in casa i bachi da seta e mi portavano con loro in campagna. Mentre loro tagliavano i rami dei gelsi, la fonte di nutrizione per i bachi da seta, io abbracciavo gli alberi e chiudevo gli occhi. Con le mani e con le dita, percorrevo i numerosi anfratti e pertugi presenti sulla corteccia. Vedevo animaletti di varia natura e grandezza percorrere la superficie in modo più o meno veloce. Da sempre ho immaginato che contenesse all’interno più mondi, un concentrato di micro e macro cosmo.

Luigina Iacuzzi, pittrice friulana, i Morârs, gelsi nel paesaggio friulano
Luigina Iacuzzi, pittrice friulana, “I morârs”, gelsi nel paesaggio friulano

Quando dipinge i filari di gelsi, come procede? Li realizza guardandoli direttamente dal vero?

Ero molto piccola quando quella sensibilità tattile e visiva è nata in me. In seguito si è notevolmente arricchita negli anni e potenziata al punto che non mi serve più guardare. Questo perché la superficie, il colore, le dimensioni, le asperità fanno parte ormai della mia conoscenza percettiva interiore al punto che vedo i morârs in fila, disposti come dei guardiani sul nostro territorio. Nel mio immaginario poetico e pittorico, li visualizzo come dei soldati che hanno dovuto combattere numerose guerre. Infatti sulla loro corteccia si possono vedere e sentire tutte le cicatrici di guerra. Li vedo come sentinelle, che sorvegliano e proteggono il nostro bellissimo territorio e che per tanti e tanti anni hanno dato sussistenza alle famiglie contadine locali che tenevano anche due o tre tornate di bachi da seta durante l’anno. Quando il ciclo si concludeva, il bozzolo pulito veniva portato nei centri di raccolta per subire tutto quel processo legato alle filande e soggetto al duro lavoro delle filandine per ottenere alla fine i fili di seta.

Luigina Iacuzzi, Radici/serie, calcografia/puntasecca/acquaforte/acquatinta,50x35 cm, 2005
Luigina Iacuzzi, Radici/serie, calcografia/puntasecca/acquaforte/acquatinta, 50×35 cm, 2005

Ci ha spiegato come i gelsi fanno ormai parte di lei e che quindi non sente la necessità di dipingere guardandoli direttamente dal vivo. Ma in che modo decide che stile e che tecnica usare per realizzarli? Nelle opere esposte si nota, infatti, che la tecnica artistica è diversa, mentre lo stile è scarno ed essenziale in entrambe. Ci descrive i diversi procedimenti di realizzazione? Le piace sperimentare?

La visione che spesso mi accompagna nella scelta della tecnica artistica per la rappresentazione dei gelsi o delle sue componenti, come le radici e i rami, ha a che fare con una visione grafica essenziale. In grafica esiste il bianco e il nero e le gradazioni di grigio. La grafica è considerata l’arte astratta per eccellenza, proprio perché deve comunicare con pochi segni essenziali. Non so se avete mai fatto caso quando sul nostro territorio scende la nebbia verso il mese di novembre: la terra si fonde con il cielo e il gelso emerge in tutta la sua grandezza stagliandosi in netto contrasto con il grigio di fondo. Ecco in questo preciso istante io vedo in aria tanti segni grafici che si trasformano in una miriade di puntesecche. Quindi realizzo il disegno e l’incisione con questa specifica tecnica direttamente sulla lastra di zinco per poi stamparla sulla carta rosaspina e ottenere in questo modo la copia sulla carta specifica per incisioni. Le tecniche artistiche possono essere innumerevoli, si utilizzano in base al soggetto che un artista deve realizzare. Per i gelsi e le sue componenti utilizzo sia la puntasecca, incidendo direttamente sul metallo, sia la tecnica xilografica che si avvale di una matrice in legno dove i segni sono ottenuti scavando con le sgorbie in modo da ottenere dei solchi ben visibili e contrastati. I segni abbassati sulla matrice rappresentano in stampa la parte bianca della carta, mentre i segni rimasti in rilievo saranno inchiostrati e stampati per essere visibili sulla carta d’incisione.

Luigina Iacuzzi, Aperture/Serie, 2008, papier collè, 120x100 cm
Luigina Iacuzzi, Aperture/Serie, 2008, papier collè, 120×100 cm

Un’altra tecnica abbastanza complessa, che utilizzo spesso, è l’acquatinta. I materiali che si utilizzano per questa tecnica sono la lastra di zinco, la vernicetta e l’acido nitrico. Il lavoro è più impegnativo perché si utilizza sulla lastra di zinco la vernicetta per incisione. Il tutto per proteggere la lastra dall’acido nitrico durante l’immersione. In questo caso viene fatto il disegno direttamente sopra la vernicetta incidendo in modo superficiale, così che la profondità del segno sia data dalla morsura della lastra nell’acido nitrico opportunamente diluito. Poi si incidono i segni sopra la vernicetta e si fanno più immersioni nell’acido, in base alla gradazione di segno che si vuole ottenere, badando di coprire volta per volta le parti che si vogliono proteggere. Un ulteriore passaggio potrebbe essere realizzato sul fondo del soggetto o, ad esempio sulle radici, con la colofonia, anch’essa utilizzata con più immersioni nel bagno d’incisione e con tempi diversi in base alla scala di grigi che si decide di utilizzare. La sperimentazione è, di fatto, un modo costante con cui opero. Sia nell’utilizzo di svariati materiali, sia nell’incrocio di tecniche e metodologie operative.

Luigina Iacuzzi, Aperture/Serie, 2008, Monotipo, Xilografia, 50x70 cm
Luigina Iacuzzi, Aperture/Serie, 2008, Monotipo, Xilografia, 50×70 cm

Ha parlato del valore fondamentale che il paesaggio ha avuto e continua ad avere per lei. Pensa che il suo pensiero sia proprio della comunità odierna? O ritiene che si sia persa in parte la consapevolezza dell’importanza che esso ha per la vita culturale, etica e sociale?

Ritengo che il paesaggio sia un patrimonio importante per tutti, da conservare e proteggere e che sia fondamentale la conoscenza del territorio perseguita sin dalla tenera età. Quest’attenzione permetterebbe ai bambini di conoscere e difendere il luogo e il territorio dove vivono, condividendolo in forma esperienziale insieme alle famiglie e ad altre persone. Non dobbiamo dimenticare che tutti noi siamo ospiti in questo stupendo pianeta e a tutti è delegata la responsabilità, l’attenzione, la cura e il rispetto del territorio e quindi del paesaggio. Gli interventi non dovrebbero essere invasivi, ma attuati salvaguardando le specificità dei territori. La manutenzione dovrebbe prevedere, allo stesso tempo, la conservazione del territorio. Così facendo, tutti potrebbero godere del patrimonio lasciatoci in eredità dai nostri avi e noi, a nostra volta, potremmo lasciarlo in eredità alle future generazioni.

Luigina Iacuzzi, Graffiti, 2007, papier collè, 90x30 cm
Luigina Iacuzzi, Graffiti, 2007, papier collè, 90×30 cm

Luigina Iacuzzi, essendo lei anche insegnante, il tema della comunicazione le sta molto a cuore. Quindi le chiedo: come ritiene possa essere valorizzato il paesaggio, come pensa possa essere comunicato il suo valore? Ritiene utile una mostra come Morârs?

La sensibilizzazione verso il paesaggio e il territorio va perseguito da subito fin dalla tenera età. Via via che il bambino cresce ed evolve, va accompagnato con progetti didattici specifici, in modo che la conoscenza e la motivazione alla protezione del paesaggio siano ben radicate. Un’esposizione come “Morârs” penso possa catalizzare e favorire l’attenzione. Infatti essa può fornire al contempo un’occasione culturale per far conoscere come l’animo, l’intelletto e il saper fare umano si possano ben coniugare dal punto di vista artistico a difesa di un patrimonio locale naturale come il gelso.

Luigina Iacuzzi, Aperture Serie, 2008, Monotipo, Xilografia, 50x70 cm
Luigina Iacuzzi, Aperture Serie, 2008, Monotipo, Xilografia, 50×70 cm

I dipinti e le opere di Luigina Iacuzzi sono stati protagonisti di numerose mostre personali tenutesi in Friuli, ma non solo. Ha partecipato e partecipa tuttora anche a molte mostre collettive italiane, europee e americane. Tra le tante ricordiamo nel giugno 2005 “Controluce” nell’ambito della 51ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (Padiglione Italia) e nel novembre 2016 il progetto “Terra I materiaprima” presso la Galleria dell’Università del Melo di Gallarate (Milano). Ad essa ha aderito dando forma artistica a tre zolle del Medio Friuli, precisamente della frazione di Pozzecco nel comune di Bertiolo, il territorio in cui abita e che da sempre la ispira. Degna di nota è anche la mostra “IBCA 2017” in occasione della 33 ª Contemporary Gallery, ZB Art Center Foundation, Chicago.

Luigina Iacuzzi, Terra I materiaprima, 2016, 20x20, zolle-formelle di terra
Luigina Iacuzzi, Terra I materiaprima, 2016, 20×20, zolle-formelle di terra

In programma, infine, la mostra “Morârs” dal primo dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 a Basiliano, in provincia di Udine, in cui Luigina esporrà le due opere circa le quali l’abbiamo interrogata.
Luigina Iacuzzi ringrazia il Comune di Basiliano per l’ospitalità, Adriano Venturini artefice dell’iniziativa e Anna Chiara Venturini per l’attenzione, il calore e la competenza con cui ha svolto l’intervista.

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