Manuel De Marco: artista concettuale per la mostra “Morârs” a Basiliano (Udine)

Manuel De Marco è un giovane artista concettuale friulano, che attualmente vive e lavora a Milano. Dopo essersi diplomato presso il Liceo Artistico “Giovanni Sello” di Udine, si è laureato in Disegno Industriale presso l’I.S.I.A. (Istituto superiore per le Industrie Artistiche) di Firenze. Ha poi conseguito la laurea magistrale in Disegno Industriale del prodotto presso lo I.U.A.V. (Istituto universitario Architettura di Venezia). Dal 2007 espone in diverse mostre personali e collettive in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Toscana, Turchia e Cina. L’abbiamo intervistato per comprendere meglio la sua arte, in occasione della mostra “Morârs” per la quale esporrà una propria opera, in programma dal primo dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 presso la sala consiliare in P.zza del Municipio a Basiliano, in provincia di Udine.

Manuel De Marco, artista concettuale, realizza i gelsi che connotano il paesaggio friulano attraverso l'impronta del suo piede
Manuel De Marco, artista concettuale, realizza i gelsi che connotano il paesaggio friulano attraverso l’impronta del suo piede

Tra gli artisti che espongono, sei forse quello che più si distingue per la modalità di esecuzione delle opere. In occasione della mostra “Morârs” infatti, esponi un dipinto in cui i gelsi sono realizzati con l’impronta del tuo piede. Qual è l’idea alla base di quest’opera e la modalità di realizzazione? In cosa si distingue rispetto alle altre che realizzi sempre per mezzo del piede?

L’opera che presento in occasione della mostra “Morârs” è il risultato di una sperimentazione pittorica che vede l’impronta del mio piede assumere una gestualità segnica che richiama le forme del Gelso.
Rispetto ai miei soliti lavori, in quest’opera l’impronta si allontana dal concetto di identità per diventare un’altra cosa. Infatti in questo caso, la traccia umana che si staglia verso l’alto e che si prolunga lungo il suo asse verticale, attraverso strisciate di colore, simboleggia la muta energia che si racchiude dentro i gelsi, queste meravigliose sculture viventi.

Gelsi del paesaggio friulani, realizzati da Manuel De Marco, artista concettuale, ed esposti in occasione della mostra “Morârs” a Basiliano, Udine
Gelsi del paesaggio friulani, realizzati da Manuel De Marco, artista concettuale, ed esposti in occasione della mostra “Morârs” a Basiliano, Udine

Essendo il più giovane tra gli artisti che espongono, ti chiedo: cosa rappresentano per te i gelsi che connotano il paesaggio friulano? Pensi di aver un rapporto diverso con il paesaggio friulano rispetto ai tuoi genitori e nonni? Ritieni che le tue radici friulane si manifestino in parte nella tua arte?

Per me i gelsi rappresentano, oltre a innumerevoli ricordi legati all’infanzia e all’adolescenza, anche uno stimolo visivo che ha accompagnato da sempre le mie riflessioni sul paesaggio e sulle sue possibilità di convertirsi in arte. Infatti devo dire che il mio rapporto con il paesaggio friulano è molto vicino a quello dei miei genitori, anche se forse un po’ più distante rispetto a quello dei miei nonni. Le mie radici friulane si riflettono senza dubbio in tutte le mie manifestazioni artistiche. E’ un passaggio istintivo che ogni volta richiama alla luce ricordi ed esperienze sensoriali molto intime e personali.

Manuel De Marco, Contact, 2012, pittura/grafica, acrilico e inchiostro su pannello telato, 50×70 cm,: l'impronta e l' "other" rendono l'opera concettuale
Manuel De Marco, Contact, 2012, pittura/grafica, acrilico e inchiostro su pannello telato, 50×70 cm,: l’impronta e l’ “other” rendono l’opera concettuale

Come pensi possa essere comunicata l’importanza che il paesaggio ha per la vita e la cultura della popolazione? Come pensi possano essere sensibilizzati soprattutto i giovani circa il tema paesaggistico? Ritieni che le esposizioni pittoriche come “Morârs” possano essere efficaci a questo fine?

Il paesaggio è ciò che ci circonda. Un animo sensibile non può non sottovalutare la sua importanza e soprattutto la sua influenza. Dal mio punto di vista il paesaggio può essere comunicato molto bene attraverso vari modi, ma indubbiamente il mezzo migliore è l’immagine. Per comunicarlo ai giovani è bene ricorrere a mezzi quali i social network o comunque pubblicando materiale su internet.

Alcuni dipinti di Manuel De Marco, artista concettuale, esposti in occasione di una mostra
Alcuni dipinti di Manuel De Marco, artista concettuale, esposti in occasione di una mostra

Sol LeWitt, nei suoi Paragraphs on Conceptual art (“Paragrafi sull’arte concettuale”) del 1967, scrive che “l’idea in se stessa, anche se non realizzata visualmente, è un lavoro d’arte tanto quanto un prodotto finito. Le idee possono essere espresse con numeri, fotografie o parole o in qualsiasi modo scelto dall’artista, dato che la forma non è importante”. Ci spiegheresti perché ti definiscono un artista concettuale?

Mi definiscono e mi definisco un artista concettuale, in quanto sono sensibile alla relazione con un mondo inconoscibile, né bianco né nero, comunque privo di colore naturale. Questo nella convinzione che certe intuizioni, senza concetto, sono invisibili. Generalmente realizzo opere che partono dalla mia impronta, il fondamento ontologico di tutte le mie esperienze. E per riempire la superficie non occupata dalle mie impronte, uso la scrittura. La parola che utilizzo e che ripeto all’infinito è “other”: altro. L’altro, che non ha forma alcuna se non quella della parola che lo rappresenta, è ripetuto all’infinito andando a creare una texture calligrafica che non chiede lettura e interpretazione, ma annuncia semplicemente la complessità inesprimibile della propria essenza.

Manuel De Marco, Universal vision, 2014, pittura/grafica, acrilico e inchiostro su tavola, 60×125,2 cm: l'impronta e l' "others" rendono le sue opere concettuali
Manuel De Marco, Universal vision, 2014, pittura/grafica, acrilico e inchiostro su tavola, 60×125,2 cm: l’impronta e l’ “others” rendono le sue opere concettuali
Manuel De Marco, 2 Contacts and other, 2013, pittura/grafica, acrilico e inchiostro su tavola, 150×100 cm
Manuel De Marco, 2 Contacts and other, 2013, pittura/grafica, acrilico e inchiostro su tavola, 150×100 cm
Uygun Bir Yer Ararken, Performance di Manuel De Marco a Istanbul
Uygun Bir Yer Ararken, Performance di Manuel De Marco a Istanbul

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