Rita Revelant: pittrice friulana per la mostra “Morârs” a Basiliano (Udine)

Rita Revelant è una pittrice autodidatta friulana residente a Magnano in Riviera (UD), dove sin da bambina coltiva la sua passione pittorica. Fondamentale per la sua crescita artistica è stato l’incontro con Giancarlo Ermacora e Nevia Agnese Garzitto, che ricorda rispettivamente come un grande maestro e una bellissima persona. Il maestro Massimo Scifoni ha influenzato più di tutti il suo percorso artistico, grazie al quale si è specializzata nei dipinti ad acquerello dal 1990. Ha poi tenuto vari corsi relativi a questa tecnica in diverse località. Nel 2001 ha allestito una personale a Palazzo Frangipane a Tarcento e nel 2007 a Cividale del Friuli. Inoltre ha partecipato a numerose collettive, sia individualmente, sia tramite l’associazione “Storie dai Longobars”, di cui ha fatto parte per molti anni. L’abbiamo intervistata in occasione della mostra “Morârs”, in programma dal 1° dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 presso la sala consiliare in P.zza del Municipio a Basiliano, in provincia di Udine.

Gelsi nel paesaggio friulano dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana
Gelsi nel paesaggio friulano dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana

Sappiamo che fin da bambina ami particolarmente il tema dei “morârs” a cui è dedicata questa mostra. Negli acquerelli che esponi, infatti, sono raffigurati filari di gelsi friulani in diversi momenti del giorno e dell’anno. Per quale motivo questi alberi ti sono cari? Ritieni siano importanti anche a livello paesaggistico-culturale, oltre che artistico?

Amo i gelsi forse perché erano gli alberi che vedevo in fondo al cortile quando mi alzavo la mattina. Forse perché giocavo in mezzo alle loro chiome, mangiando le more. Forse perché mi affascinava quel groviglio di rami che durante l’inverno si ricopriva di neve, formando delle stupende sculture naturali. Ogni inverno sembravano morire quando mio padre tagliava senza pietà tutti i loro rami, quasi radici rivolte al cielo. Ma ecco che arrivava la primavera e con essa la loro rinascita. Una magia che si ripeteva anno dopo anno, come se i rami volessero sfidare la loro stessa potatura. E così, invecchiando, ognuno assumeva le proprie caratteristiche forme contorte e nodose. Ora, anche se tutelati da molti anni, nelle nostre campagne non ce ne sono più tanti. Compaiono quasi esclusivamente nei giardini e nei parchi pubblici, come alberi ornamentali alla moda, e non vengono più piantati al confine tra due campi, come avveniva in passato. Erano simili a dei guardiani, pronti a regalare un po’ d’ombra e molte foglie per l’allevamento dei bachi da seta. Mi piacerebbe ritrovare nelle nostre campagne quei lunghi filari di gelsi contorti, unici nella loro forma, per ritrovare un tempo e una ricchezza che non abbiamo saputo tutelare abbastanza.

Gelsi nel paesaggio friulano dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana
Gelsi nel paesaggio friulano dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana

Rita Revelant, ritieni che il paesaggio sia qualcosa di diverso dalla natura? Pensi abbia sempre un valore locale, umano e culturale, rispetto alla generalità e vastità naturale?

Il paesaggio e la cultura son due cose indistinte: il paesaggio fa parte del nostro vivere quotidiano, della nostra storia. E infatti quando si dipinge il paesaggio, si fa cultura, sensibilizzazione. Fare arte che abbia come soggetto il paesaggio aiuta a porre attenzione su alcuni problemi che al giorno d’oggi riguardano la sua tutela.

Gelsi nel paesaggio friulano dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana

Il tuo rapporto artistico con il paesaggio ha subito un’evoluzione nel corso del tempo. Hai cominciato nel 1976 con la fotografia artistica per poi passare alla pittura ad olio per alcuni anni. Quali sono i pregi e i limiti di queste due tecniche artistiche nel dare voce alle emozioni che i gelsi del paesaggio friulano fanno nascere in te?

Le varie tecniche, secondo me, hanno tutte una propria potenzialità. Scegliere l’una rispetto all’altra molte volte dipende dal caso e dalla personalità dell’artista.
Ho abbandonato la fotografia artistica per problemi logistici: quaranta anni fa c’era bisogno della camera oscura, nella quale passavo le notti impegnata nel processo di sviluppo fotografico, e non potevo più dedicarci così tanto tempo.
In seguito ho congedato anche la pittura ad olio, che avevo appreso alle superiori, perché avevo esaurito l’interesse. Infatti i colori ad olio ormai mi davano la sensazione di eccessiva staticità e rigidezza. Con questa tecnica non riuscivo ad ottenere quelle atmosfere paesaggistiche che si stagliavano nella mia memoria dopo averle viste e vissute.

Gelsi nel paesaggio friulano dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana
Gelsi nel paesaggio friulano dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana

Determinante poi per la tua arte, e quasi casuale, è stata la scoperta della tecnica dell’acquerello grazie all’incontro con l’artista Massimo Scifoni, tuo grande amico e maestro. Perché ritieni l’acquerello il più congeniale alla tua pittura di paesaggio? Che maggiore potenzialità gli riconosci, rispetto alla fotografia e ai colori ad olio?

Massimo Scifoni mi regalò una scatola di acquarelli con carta e pennello e mi diede dei preziosi insegnamenti. L’inizio non fu semplice: la pittura ad acquerello è affascinante, ma non perdona. Quanti fogli buttati, quanti ripensamenti! Ma poi, come per magia, il colore cominciò a seguire la mia mano e le mie dolci pennellate sul foglio bagnato d’acqua. Guardando il modo di dipingere di Scifoni, imparai quindi che l’acquerello non può essere steso allo stesso modo del colore ad olio e a mia volta trasmetto questo insegnamento ai miei allievi.
E così il quadro appare, con mille colori che si fondono sotto i tuoi occhi: colori belli, brillanti e irripetibili, che lasciano quegli spazi bianchi che portano luce e leggerezza al dipinto. Preferisco la tecnica dell’acquerello anche perché ha molti punti in comune con la fotografia, più che con la pittura ad olio: l’istantaneità, la velocità d’esecuzione, l’irripetibilità, l’importanza dei bianchi e il saper cogliere l’inquadratura più equilibrata e la luce più efficace. Anche quando la contamino con chine, pastelli e tempere, scopro piacevoli sorprese. Dipingo ciò che vedo, o meglio, ciò che vedo con gli occhi della memoria. Riproduco con la pittura ricordi di paesaggi o particolari atmosfere che amo e che mi hanno colpito. Nel mio processo creativo non c’è logica, procedo per flash. Un quadro è ludica razionalità: mentre gioco con il colore, il colore si fa quadro.

Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana
Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana

La tecnica dell’acquerello ti è così propria, che hai tenuto anche corsi di insegnamento. Che temi erano al centro dei tuoi insegnamenti? La mera tecnica artistica o desideravi comunicare anche l’importanza di un corretto approccio al paesaggio, alla base della creazione? Ritieni utile anche una mostra come “Morârs” per imprimere nella comunità una maggiore sensibilità per il paesaggio friulano?

Naturalmente ai miei allievi ho insegnato la tecnica e la prospettiva, ma ho insegnato soprattutto a guardarsi attorno cogliendo la bellezza che ci circonda, ricordando loro che si può dipingere solo ciò che si ama. Ritengo le mostre come “Morârs” ugualmente importanti, per sensibilizzare le persone circa la nostra realtà paesaggistica. E in particolare è importante che siano visitate dai giovani, la cui curiosità e sensibilità può essere stimolata alla ricerca delle proprie origini culturali: sarebbe bello che venissero spinti a chiedere ai propri nonni com’era la campagna friulana e cosa di essa si è in parte perso.

Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana
Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana

Il tuo amore per l’arte è tuttora in sviluppo. Infatti attualmente stai seguendo dei corsi di ceramica artistica sotto la guida della professoressa Gabriella Blasutigh. Anche tu, come gli altri artisti finora intervistati, ritieni che la scultura non si addica alla creazione di forme vegetali, per esempio dei gelsi stessi?

Non è detto che non si possano creare dei gelsi con la ceramica…mi hai lanciato una sfida. Ci penserò!

Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana
Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana
Fiori dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana
Fiori dipinti ad acquerello da Rita Revelant, pittrice friulana
Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana
Dipinto ad acquerello di Rita Revelant, pittrice friulana

Per maggiori informazioni: