Silvano Zompicchiatti: disegnatore friulano per la mostra “Morârs” a Basiliano, Udine

Silvano Zompicchiatti a partire dalla fine degli anni Settanta, ha iniziare a realizzare opere artistiche, specializzandosi nel disegno di paesaggio in bianco e nero. Infatti, con il solo uso della china, anche acquerellata, riesce a rendere il chiaroscuro dei paesaggi friulani e dei gelsi con grande maestria. Dal 2010 ha allestito il suo laboratorio artistico a Pantianicco e ha esposto in mostre personali in Friuli, Veneto, Austria, Slovenia, Croazia e Svizzera. Ha ottenuto successi e riconoscimenti, in particolare tra Friuli e Veneto, ottenendo per cinque volte il primo premio e classificandosi tra il secondo e il decimo posto per circa quindici volte. Andato in pensione, ha poi dedicato il suo tempo anche all’insegnamento, per sei anni, presso il centro diurno per anziani “Salotto d’argento” di Udine. Tuttora, da tre anni, continua ad insegnare il disegno a china: a Udine presso l’Università della Terza Età “Paolo Naliato” (UTE) e a Tavagnacco nell’ambito dell’associazione “Gruppo artistico Cormôr”. Lo abbiamo intervistato in occasione della mostra “Morârs”, in programma presso la sala consigliare di Basiliano, in provincia di Udine, dal 1° dicembre 2018 al 28 febbraio 2019.

Paesaggio friulano con gelsi, 70 x 50, Silvano Zompicchiatti
Paesaggio friulano con gelsi, 70 x 50, Silvano Zompicchiatti

Sappiamo che i tuoi disegni nascono dal tuo amore per il paesaggio friulano, unito alla tua capacità tecnica. Che rapporto emozionale hai con il paesaggio? Ritieni che il paesaggio friulano sia anche di fondamentale importanza per l’esistenza dell’uomo e in particolare per la tua?

Sì, il paesaggio ha una grande importanza per la vita umana. Per quanto mi riguarda, ho trascorso trent’anni nelle valli del Natisone, a partire dalla giovinezza. E il mio rapporto con la bellezza della natura del paesaggio friulano è nato proprio nel mio paese d’origine, fatto di zone rustiche e paesini collinari, immersi in una vegetazione boschiva. Mi emozionano ancora quando percepisco il loro sapore d’antico e di vissuto, anche se la loro fisionomia originaria purtroppo non si è conservata interamente a causa della modernizzazione. La peculiarità di questo luogo in cui sono cresciuto, rispetto al Medio Friuli nel quale poi mi sono trasferito, sta nella stessa conformazione. Il primo infatti è un ambiente collinare-montano, il secondo è pianeggiante. Tuttavia sono affascinanti allo stesso modo. Entrambi possono ancora richiamare il ricordo della civiltà contadina di una volta.

Paesaggio friulano con edificio rustico, 70 x 50, disegno a china di Silvano Zompicchiatti
Paesaggio friulano con edificio rustico, 70 x 50, disegno a china di Silvano Zompicchiatti

Ritieni che i gelsi siano ancora un simbolo del panorama friulano? Sei portato a rappresentare più i filari di gelsi o singoli gelsi in relazione a case rurali?

I gels, che disegno sia singolarmente sia in lunghi filari, in passato producevano foglie per alimentare la coltivazione dei bachi da seta, che in Friuli era molto estesa, e donavano legna alla comunità. Ora sono parte integrante del panorama in particolare della pianura friulana, del Medio Friuli, e hanno una funzione importante dal punto di vista anche estetico e panoramico. Purtroppo hanno quasi rischiato di sparire. Per fortuna, attualmente ci sono leggi che li proteggono e ne impediscono l’abbattimento.

Antica osteria da Alma, a Blessano, con gelso antistante, realizzata a china da Silvano Zompicchiatti
Antica osteria da Alma, a Blessano, con gelso antistante, realizzata a china da Silvano Zompicchiatti

Sappiamo quindi che anche il Medio Friuli, nel quale ti sei trasferito, ti regala visioni naturali prospettiche affascinanti. In particolare com’è nata la rappresentazione dell’antica osteria di Alma a Blessano?

L’osteria rustica di Alma, a Blessano, è stata gestita per anni conservando quelle peculiarità che facevano parte della vita contadina di una volta. E’ interessante quindi di per sé per il suo carattere rurale, a stretto contatto con il cortile antistante. In particolare la mia attenzione è stata attirata dalle caratteristiche architettoniche dell’edificio, un po’ gotiche, e dal bellissimo gelso antistante. L’ho disegnata a china dal vivo, nel periodo primaverile-estivo, quando la temperatura mi permette di operare direttamente all’aria aperta. Tuttavia non ho riprodotto fedelmente la mia percezione ottica: nel disegno ho avvicinato il gelso a me e all’edificio, in modo che venisse incluso nella composizione e si stagliasse in primo piano in tutta la sua magnificenza.

Gelso nel paesaggio friulano con casa rustica, disegno a china di Silvano Zompicchiatti
Gelso nel paesaggio friulano con casa rustica, disegno a china di Silvano Zompicchiatti

Come procedi nella creazione artistica? Riproduci fedelmente ciò che vedi dal vivo o in fotografia, oppure rielabori sempre a partire dalle sensazioni e dalla memoria?

Quando il clima lo permette disegno dal vivo, all’aria aperta, ma di solito disegno a partire da fotografie. Tuttavia, in ogni caso, rielaboro sempre ciò che vedo, dando un mio apporto estetico e mnemonico alla composizione naturale. Infatti, per esempio, per il matrimonio di mia nipote, ho realizzato, come bomboniera per gli invitati, 42 disegni tutti quanti ricavati dalla memoria delle vali del Natisone. Di solito inizio a rappresentare i soggetti in primo piano e procedo a tratti, per gradi, fino ad arrivare al cielo, che spesso riproduco diluendo l’inchiostro di china nera in acqua, in modo da dargli più calore, vitalità, movimento.
Ai miei allievi tengo a insegnare in primis, oltre alla mera tecnica della china a tratto, la resa prospettica. Quando raggiungono una maturità tecnica, con molta libertà possono approcciarsi a diversi soggetti: nature morte, paesaggi, ma anche figure umane e animali.

Filare di gelsi nel paesaggio friulano, 70 x 50, disegno a china di Silvano Zompicchiatti
Filare di gelsi nel paesaggio friulano, 70 x 50, disegno a china di Silvano Zompicchiatti

Entrando in merito al tuo stile e alla tua tecnica, si nota che le tue opere nascono dall’intreccio di piccoli tratti di inchiostro di china. Essi costruiscono i volumi degli elementi naturali e architettonici. Infatti i segni si diradano e si infittiscono per realizzare rispettivamente le luci e le ombre, i chiari e gli scuri, i bianchi e i neri. Perché hai cominciato a dedicarti esclusivamente alla china? Secondo te quali potenzialità peculiari porta con sé?

La china, rispetto alla pittura, permette di essere usata ovunque, anche stando comodamente seduti. Infatti io la chiamo “tecnica da salotto”. La pittura ad olio invece occupa spazi maggiori, interi studi, nonché il contatto con colori che rilasciano odore, come la trementina.
Inoltre la china, quando raggiunge il massimo delle sue potenzialità, riesce quasi a prendere colore, a ingannare l’occhio creando luci e ombre.
Un’altra caratteristica del tratto di china, quando viene impresso, è indelebile e non può essere corretto e coperto per sovrapposizione materica, a differenza della pittura.
Infine la china, pur essendo una tecnica artistica più maneggevole rispetto alla pittura, comporta un lunghissimo laborio. Infatti la più recente opera, che ho realizzato su commissione, è stata completata a seguito di 30 ore di lavoro. Nei miei disegni di grande formato infatti (60×90 cm), si possono contare circa 60 mila tratti che realizzo con il pennino classico, attingendolo nel calamaio riempito d’inchiostro. Per i formati più piccoli (33×48 cm) invece, uso un pennino più sottile, dello spessore di 0, 2 millimetri.

Paesaggio friulano con casa rustica, disegno a china di Silvano Zompicchiatti
Paesaggio friulano con casa rustica, disegno a china di Silvano Zompicchiatti

Qual è il messaggio che vuoi comunicare con la tua produzione grafica? Ritieni utile un progetto culturale ed espositivo come “Morârs” per dare ancora più forza ai temi pittorici che tratti?

Il fine della mia arte è testimoniare, mantenere e far vedere a tutti un ambiente che si sta perdendo, che non si trova più facilmente, a differenza di una volta. Spesso gli scorci prospettici naturali sono da ricercare attentamente e con la mia produzione artistica spesso faccio scoprire particolari nascosti del paesaggio friulano. La mia è un’arte di memoria, ma anche di tutela e valorizzazione del territorio, che ben si accorda con l’intento della mostra “Morârs”.

Antica casa friulana, disegno a china di Silvano Zompicchiatti,
Antica casa friulana, disegno a china di Silvano Zompicchiatti

Anche la mia poesia dedicata ai gelsi, “eleganti testimoni di fausti tempi”, cerca di suscitare questo spirito di coscienza e di necessità di tutela paesaggistica:

Gelsi

Gelsi…contorti, tonsi, a capo chino
occhi grigi spenti, quali anime in pena.

Gelsi…lunghe braccia scheletriche
rivolte al cielo, lor numi imploranti.

Gelsi…riflessi in acque chete di rivi,
a schiere posti ai limiti di umili poderi.

Gelsi…verde alimento per un’arte antica,
dolce frescura di assolati cortili e aie.

Gelsi…eleganti testimoni di fausti tempi,
che ritorneranno?…forse mai più…

Gelsi

Disegno a china di Silvano Zompicchiatti, artista friulano, raffigurante un gelso in primo piano
Disegno a china di Silvano Zompicchiatti, artista friulano, raffigurante un gelso in primo piano

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